Il combattente dell’Azovstal di Mariupol prima e dopo 4 mesi di prigionia russa- Corriere.it

«Guardate come lo hanno ridotto» cube al Corriere la moglie di Dennis Prokopenko, il comandante del reggimento Azov. «Felice che mio marito sia ora in Turchia ma sono preoccupata per le migliaia di difensori ancora in mano russa

Il marine Mykhailo Dianov è uno dei combattenti ucraini liberati nello scambio i prigionieri di mercoledì. Aveva fatto il giro del mondo la foto di lui che regge una tazza con un braccio ferito appeso al collo e l’altra mano che fa la «V» in segno di vittoria, un sorriso accennato nel buio dell’Azovstal della Mariupol accerchiata dai russi. Uno scatto di Dmytro «Orest» Kozatsky, fotografo di Azovstal, pure lui ora libero.


Una delle immagini simbolo della resistenza di questi combattenti piegati da mesi di assedio dentro l’acciaieria ma indomiti. A guardarlo ora, però, questo marine è irriconoscibile. A guardare come lo hanno ridotto quattro mesi di prigionia russa, l’entusiasmo per il suo rilascio, a dir poco, si smorza. L’immagine diffusa sui social da una giornalista ucraina mostra le sue costole in evidenza, il braccio deformato come se fosse stato compresso a lungo, le borse enormi sotto gli occhi, di uno deprivato del sonno. Segni di cicatrici fisiche e morali che non hanno comunque spento del tutto il suo sorriso, anche…

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